Loading ...

Pranzo di benvenuto per la famiglia Salvi a Villa San Sebastiano

Giu 24, 2025

presentazione centro documentazione online campo concentramento avezzano
È una domenica rovente di giugno del 2010.
Luciano Gargano, appena dopo pranzo, decide di ripartire da Villa San Sebastiano per raggiungere suo figlio Giancarlo a Roma e guardare insieme a lui la partita dell’Italia ai Mondiali del Sudafrica.
Proprio in quel momento, accesa la macchina e ingranata la prima, incrocia un’altra auto. A bordo si trova un ragazzo, si chiama Samar, è con sua moglie Bijal e due amici. Vengono dall’India. Hanno appena deciso di ripartire da Villa dopo aver girato a lungo senza incontrare nessuno, anche il bar è chiuso. Samar è lì per cercare notizie di suo nonno, Ramchandra Salvi, ex prigioniero del campo di concentramento di Avezzano, messo in salvo proprio a Villa durante gli ultimi mesi della Seconda Guerra Mondiale.
Quando vede Luciano, si ferma, esce e gli corre incontro per mostrargli una foto di suo nonno. È un attimo: Luciano ascolta, si incuriosisce e decide di aiutarlo. Da quell’incastro fortuito di vite nasce qualcosa di raro: un’amicizia profonda, figlia di un atto di umanità che sembrava sepolto nel tempo.
Sarà proprio Luciano a curare e tradurre il libro di memorie di Salvi, “Aiutati dai nemici”, restituendo a un’intera comunità la sua storia e quella di altri quattro prigionieri indiani, della loro fuga rocambolesca coperta in segreto da tutta la popolazione.
Samar e Bijal da allora sono tornati più volte in Abruzzo.
Questa volta, abbiamo voluto accoglierli con un piccolo pranzo di benvenuto grazie alla generosa collaborazione di Lucia Tellone e del Forno di Villa San Sebastiano.
È stato bellissimo assistere all’abbraccio commosso tra Samar e Luciano, condividere il pane e le buonissime pizze di Lucia, ridere assieme e vedere Zaara e Ziaan, i figli di Samar e Bijal, giocare coi bimbi di Villa San Sebastiano.
Una piccola, grande lezione di speranza.
E poi la visita alla Pineta di Avezzano, nel luogo dove un tempo sorgeva il campo di prigionia da cui era fuggito Salvi.
Al ritorno, il piccolo Ziaan ha raccolto alcune pigne per portarle con sé: un ricordo di quel posto dove il suo bisnonno non trovò solo la salvezza, ma anche una seconda famiglia.
La stessa che ieri, a Villa, li ha nuovamente accolti.